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Recensione Manifesto A. Pigliaru
FAZ03546
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Traduzione a cura di Stefania Tarantino e Roberta Guccinelli.

Prefazione di Roberta De Monticelli

Dalla quarta di copertina:

Pubblicato per la prima volta in lingua francese nel 1946, il libro si inserisce nel solco della tradizione aurea dell’esistenzialismo e dei suoi massimi rappresentanti: la questione dell’essere, invisibile filo rosso che accomuna pensatori fra loro così distanto, viene affrontata dalla pensatrice ginevrina attraverso una sorta di ontologia negativa, tesa a mostrare come l’essere, quest’entità impalpabile e inaccessibile al pensiero, si sveli soltanto nelle opere della mano umana, nella forma che essa imprime all’esistere.

 

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