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Traduzione a cura di Stefania Tarantino e Roberta Guccinelli.

Prefazione di Roberta De Monticelli

Dalla quarta di copertina:

Pubblicato per la prima volta in lingua francese nel 1946, il libro si inserisce nel solco della tradizione aurea dell’esistenzialismo e dei suoi massimi rappresentanti: la questione dell’essere, invisibile filo rosso che accomuna pensatori fra loro così distanto, viene affrontata dalla pensatrice ginevrina attraverso una sorta di ontologia negativa, tesa a mostrare come l’essere, quest’entità impalpabile e inaccessibile al pensiero, si sveli soltanto nelle opere della mano umana, nella forma che essa imprime all’esistere.

 

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Introduzione, traduzione e cura di Stefania Tarantino

“Note di un metodo” appartiene agli scritti dell’ultimo periodo della vita della pensatrice spagnola che ruotano intorno al problema della ragione poetica. Sono “note” proprio perché si allude al carattere frammentario, musicale del pensiero piuttosto che a quello logico-razionale. Un metodo da intendersi come ciò che apre il cammino all’esperienza umana e non semplicemente come ciò che struttura un ordine, una “forma mentis”. Una conoscenza che per Maria Zambrano deve avere le sue radici nella viva esperienza ma allo stesso tempo deve sapersi innalzare a quelle sfere in cui i desideri e i sogni fanno da materia alla nostra vita.

 

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