Libri

E’ uscito il libro dal titolo: άνευ µητρός/senza madre L’anima perduta dell’Europa. Maria Zambrano e Simone Weil. La scuola di Pitagora editrice,  Collana Diotima Questioni di filosofia e politica, Napoli 2014.

Dove acquistarlo:

Direttamente presso l’editore

Su IBS

 

d15r

 

 

La ricerca di Stefania Tarantino porta alla luce le riflessioni di María Zambrano e di Simone Weil sull’origine della violenza europea, reinterpretando alcuni luoghi fondativi del pensiero occidentale. Vissute controcorrente nella bufera del Novecento, le due filosofe, seppur in maniera diversa, hanno mostrato i meccanismi che hanno modellato la struttura simbolica del dominio, della superbia della metafisica occidentale nei confronti della materialità del corpo materno. Tutto ciò ha determinato un oltrepassamento senza misura dei limiti imposti alla condizione umana, a favore di una oggettivazione intellettuale sempre più calcolante della natura umana e della realtà. La svalutazione del corpo-materia ha provocato la distruzione di quegli antichi saperi che, inizialmente, riguardavano la connessione originaria di corpo, anima e mondo. Madre, materia, misura, simbolizzano la generazione di ogni cosa nella sua misura, nella giusta separazione, la manifestazione ordinata ed equilibrata delle cose e degli esseri attraverso un principio generatore.
Solo quando si sarà liberata dall’ossessione di poter fare a meno di ciò che la rende vulnerabile, l’Europa riuscirà a rigenerare se stessa e ad attingere a una forza inedita.

Stefania Tarantino è filosofa e musicista. Svolge la sua attività di ricerca presso l’Università di Napoli “L’Orientale” e collabora con la cattedra di Storia della Filosofia dell’Università “Federico II” di Napoli. Il suo lavoro è incentrato soprattutto sulle filosofe del XX secolo e sulla problematizzazione della differenza sessuale all’interno della storia della filosofia e del pensiero politico contemporaneo.

 

 

copertina fem e neo

 

In epoca di “femminilizzazione del lavoro” e di piena razionalità neoliberale – economica e di governo – che ne è della soggettività femminile messa al lavoro produttivo ma deprivata del senso della propria esperienza in quanto inscritta in un tempo e in un lavoro frantumato, molteplice, disperso? Nel passaggio dal liberismo al neoliberismo è stato sostituito il piano oggettivo del mercato e dell’economia con il piano soggettivo, si è passati da un registro di scambi e di strutture alla dimensione soggettiva dell’ “imprenditoria di sé”. Quale ruolo assumono le donne in questo quadro? Il femminismo rappresenta ancora un punto di critica radicale a questo “sistema”? Quale futuro attende la “libertà femminile” messa alla prova dalla governamentalità neoliberale? domande, articolate e complesse, cui i contributi del volume cercano di rispondere.

 
Eugenia Parise
Presentazione

Stefania Tarantino
Introduzione

1 Tristana Dini
Per una politica della vita materiale.
Il femminismo alla prova del neoliberalismo

2 Laura Bazzicalupo
Neoliberalismo e soggettivazioni femminili

3 Ida Dominijanni
Libertà precaria

4 Maria Rosaria Garofalo
Sviluppo umano e parità di genere:
l’approccio del social provisioning

5 Marisa Forcina
Capitale, lavoro, cittadinanza.
Le risposte del pensiero femminile alla triade della democrazia del Novecento

6 Elettra Stimilli
Cura e debito: quale assoggettamento
nell’epoca della ‘femminilizzazione’
del lavoro?

7 Federica Giardini
Differenza e conflitto.Un aggiornamento

8 Marianna Esposito
La libertà femminile nel passaggio
dalla governamentalità biopolitica
a neoliberale

9 Giovanna Borrello
Il ben/ESSERE nell’esperienza
lavorativa di oggi a partire da uno sguardo e disegno femminile

10 Alessandra Chiricosta
Oltre il Postcolonial Feminism
nel Sudest Asiatico.
Una critica al neoliberalismo

11 Monica Pasquino
Otium e negotium. Capitalismo finanziario, precarietà e disparità di genere

Tristana Dini
Postfazione

Per ordini e informazioni, mentre arriva in libreria: 0824 21772 oppure: a.salerno@natanedizioni.it

acquistalo su IBS